Testimoniare il Futuro restando saldi nell'Adesso

Testimoniare il Futuro restando saldi nell'Adesso

AIUTARE L’UMANITÀ

176 – Abbiamo il compito di aiutare l’umanità.

 

Sovente uno Yogi, immerso nel Nirvana,

        

tende a scordare la terra.

 

Foglie del giardino di Morya I

Spesso le personalità impegnate nella Divulgazione di un insegnamento, una realizzazione o una pratica sono le prime a dimenticarsi lo scopo di tale divulgazione.

 

Comunemente ci si perde nell’insegnamento diventando statici e non Servendo più lo scopo primario. Ci si identifica con i metodi utilizzati risultando, con il passare del tempo, ripetitivi e sempre meno efficaci.

 

Poiché la mente o le emozioni dell’insegnante non sono appieno gestite e portate sotto il dominio dell’Anima (Ego o Personalità con le iniziali in maiuscolo), limitano il Lavoro principale di qualsiasi autentico insegnamento: essere su misura per gli allievi (lettori o partecipanti che siano).

 

Questo scomodo intoppo, protratto nel tempo, crea una spaccatura – o cristallizzazione – che divide chi vive in un determinato stato di coscienza da chi sta cercando di renderlo stabile all’interno di sé.

 

I risultati di questa distrazione dell’essere (la coscienza non attiva) sono molteplici, le conseguenze più importanti sono:

 

  • la tendenza a dividere tra lavoro su di sé e il non lavoro su di sé, tra ciò che è spirituale e ciò che non è spirituale (ambienti, persone e azioni);
  • non tenere conto della materia, del mondo, al da farsi, con conseguenze più o meno gravi (rivelandosi non di aiuto per chi si trova al suo cospetto).

 

Un’esperienza di forte rabbia può creare disastri, ma un’esperienza di forte benessere e felicità può risultare fatale!

 

L’insegnante che si preoccupa di restare immerso nella gioia senza riuscire a dare consigli utili e talvolta anche pratici a chi lo richiede o l’istruttore che insegna le sue pratiche meditative ma non è in grado di cambiare una lampadina, ha perso la capacità di essere utile al mondo.

 

Debole di spirito è chi sogna la pace nel mezzo della battaglia” – Morya

 

Nell’arco del tempo ho osservato che l’atteggiamento di chi lavora sotto padrone è uguale all’atteggiamento di chi si occupa della divulgazione di un insegnamento: finite le otto ore lavorative o finita la performance divulgativa, finito tutto, non se ne parla più fino alla prossima volta!

 

Risulta semplice Lavorare (sia interiormente che esteriormente) quando viene richiesto di farlo o quando qualcuno ci osserva, è invece più difficile portare il Lavoro in ogni ambito della nostra vita.

 

Viene richiesta una dedizione che va oltre al lavoro dipendente, il mondo necessita di Imprenditori dello Spirito che, come un lavoratore indipendente o in proprio, non calcola le ore lavorative ma Lavora quanto serve; 25 ore su 24 se opportuno.

 

È facile meditare per 3 o 4 ore al giorno, essere a disposizione per l’umanità il tempo della seduta, del seminario o del corso, quasi nessuno però porta quello stato di ‘raccoglimento’ mentre lava per terra, fa la spesa o entra in conversazione con un passante, questo è molto più difficile.

 

La Presenza, quello stato di raccoglimento e di intensa Vita, si può portare in ogni singolo gesto nella nostra quotidianità, non perché siamo obbligati a farlo, ma perché abbiamo votato la nostra esistenza al Servizio. Così facendo incarniamo ciò che tutti i giorni leggiamo e insegniamo, divenendo silenti esempi di Vita.

 

Servono persone che si prendono la Responsabilità e la cura della materia per far sì che l’evoluzione proceda per il meglio, con parsimonia delle energie e delle risorse presenti sul pianeta e a disposizione dell’umanità.

 

La Terra è piena di forme che predicano per la pace nel mondo ma entrano in conflitto con la madre e il padre quando chiedono loro aiuto, la Vita invece è pregna di Servizio, anche se questo significa fare ciò che non si è mai fatto: dare in mano il trasloco di casa propria ad un conoscente o lavare i pavimenti e il wc di un altro.

 

Il Servizio passa nei canali di maggior resistenza, sennò non si chiamerebbe servizio ma piacere.

 

Ciò che piace alla personalità non sempre piace alla Personalità ma ciò che è certo è che quello che non piace all’ego piace in particolar modo all’Ego.

 

Non abbiamo paura di rimanere soli, abbiamo paura di riscoprirci SERVITORI oltre ogni misura.

PROGETTO

Da giugno 2020 centinaia di persone che lavorano su di sé, provenienti da tutta Italia e dall’estero, si stanno organizzando e strutturando per creare la Società del Domani. Non per scontro né per conflitto, ma per amore del Nuovo.

 

Il Progetto si chiama  La Comunità del Futuro

 

Per saperne di più visita il sito: www.lacomunitadelfuturo.it

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Centro di Gravità Permanente, CGP

Con Paola Costa, Daniela Castellani, Krizia Addis,
Fabio Iacontino, Andrea Zurlini e Devid Venara

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176 – Abbiamo il compito di aiutare l’umanità.

Sovente uno Yogi, immerso nel Nirvana,

         tende a scordare la terra.

Foglie del giardino di Morya I

  Spesso le personalità impegnate nella Divulgazione di un insegnamento, una realizzazione o una pratica sono le prime a dimenticarsi lo scopo di tale divulgazione. Comunemente ci si perde nell’insegnamento diventando statici e non Servendo più lo scopo primario. Ci si identifica con i metodi utilizzati risultando, con il passare del tempo, ripetitivi e sempre meno efficaci. Poiché la mente o le emozioni dell’insegnante non sono appieno gestite e portate sotto il dominio dell’Anima (Ego o Personalità con le iniziali in maiuscolo), limitano il Lavoro principale di qualsiasi autentico insegnamento: essere su misura per gli allievi (lettori o partecipanti che siano). \"morya\" Questo scomodo intoppo, protratto nel tempo, crea una spaccatura – o cristallizzazione – che divide chi vive in un determinato stato di coscienza da chi sta cercando di renderlo stabile all’interno di sé. I risultati di questa distrazione dell’essere (la coscienza non attiva) sono molteplici, le conseguenze più importanti sono:
  • la tendenza a dividere tra lavoro su di sé e il non lavoro su di sé, tra ciò che è spirituale e ciò che non è spirituale (ambienti, persone e azioni);
  • non tenere conto della materia, del mondo, al da farsi, con conseguenze più o meno gravi (rivelandosi non di aiuto per chi si trova al suo cospetto).
  Un’esperienza di forte rabbia può creare disastri, ma un’esperienza di forte benessere e felicità può risultare fatale!   L’insegnante che si preoccupa di restare immerso nella gioia senza riuscire a dare consigli utili e talvolta anche pratici a chi lo richiede o l’istruttore che insegna le sue pratiche meditative ma non è in grado di cambiare una lampadina, ha perso la capacità di essere utile al mondo.  
Debole di spirito è chi sogna la pace nel mezzo della battaglia” – Morya
  \"mano-fuoco\"Nell’arco del tempo ho osservato che l’atteggiamento di chi lavora sotto padrone è uguale all\’atteggiamento di chi si occupa della divulgazione di un insegnamento: finite le otto ore lavorative o finita la performance divulgativa, finito tutto, non se ne parla più fino alla prossima volta! Risulta semplice Lavorare (sia interiormente che esteriormente) quando viene richiesto di farlo o quando qualcuno ci osserva, è invece più difficile portare il Lavoro in ogni ambito della nostra vita. Viene richiesta una dedizione che va oltre al lavoro dipendente, il mondo necessita di Imprenditori dello Spirito che, come un lavoratore indipendente o in proprio, non calcola le ore lavorative ma Lavora quanto serve; 25 ore su 24 se opportuno. È facile meditare per 3 o 4 ore al giorno, essere a disposizione per l\’umanità il tempo della seduta, del seminario o del corso, quasi nessuno però porta quello stato di ‘raccoglimento’ mentre lava per terra, fa la spesa o entra in conversazione con un passante, questo è molto più difficile. La Presenza, quello stato di raccoglimento e di intensa Vita, si può portare in ogni singolo gesto nella nostra quotidianità, non perché siamo obbligati a farlo, ma perché abbiamo votato la nostra esistenza al Servizio. Così facendo incarniamo ciò che tutti i giorni leggiamo e insegniamo, divenendo silenti esempi di Vita. Servono persone che si prendono la Responsabilità e la cura della materia per far sì che l\’evoluzione proceda per il meglio, con parsimonia delle energie e delle risorse presenti sul pianeta e a disposizione dell\’umanità.\"uomo-fiamma\" La Terra è piena di forme che predicano per la pace nel mondo ma entrano in conflitto con la madre e il padre quando chiedono loro aiuto, la Vita invece è pregna di Servizio, anche se questo significa fare ciò che non si è mai fatto: dare in mano il trasloco di casa propria ad un conoscente o lavare i pavimenti e il wc di un altro. Il Servizio passa nei canali di maggior resistenza, sennò non si chiamerebbe servizio ma piacere. Ciò che piace alla personalità non sempre piace alla Personalità ma ciò che è certo è che quello che non piace all’ego piace in particolar modo all’Ego.  

Non abbiamo paura di rimanere soli, abbiamo paura di riscoprirci SERVITORI oltre ogni misura.

 

Fabio Iacontino



Appuntamenti:

 

OLTRE LA VITA

25° CONVEGNO DELLA SPERANZA

Esperienza, Mistero, Ricerca, Scienza, Fede.

MODENA, 27 – 28 – 29 GENNAIO 2017 Hotel Raffaello

 

\"modena\"

IL RISVEGLIO, la vera rinascita Intervento di Fabio Iacontino alle h. 15:00 del sabato

PDF del programma completo: Clicca qui

per info e prenotazione: info@centroculturalelalbero.org – 3356684108

www.convegno-oltrelavita.it